Sciopero 12 giugno: esternalizzati precari e malpagati

Servizi pubblici esternalizzati, in appalto malpagati, con meno diritti perdono qualità e colpiscono tutta la società. Colpisce anche te: digli di smettere.

Con lo sciopero del 12 giugno 2026 si potrebbe aprire una nuova fase per il ripristino di servizi di qualità con migliori diritti per chi ci lavora. Dagli asili nido, ai centri diurni disabili (CDD), all’assistenza scolastica a chi lavora in molte realtà del pubblico (Sanità, Comuni, Tribunali, ecc.) ma anche del Trasporto Ferroviario o Poste si è creata una giungla di trattamenti che porta anche al peggioramento dei servizi oltreché alla riduzione dei salari reali. Alcuni esempi:

1) Azienda Speciale di 4 Comuni hinterland Milanese: Il CDD nasce con dipendenti della sanità pubblica e a mano a mano che vanno in pensione subentrano dipendenti di Coop Sociali. Con l’acquisizione degli asili nido per i neoassunti si applica il contratto Uneba. La società di proprietà dei Comuni oggi ha oltre 100 dipendenti con trattamenti diversi: ex comunali ed ex cooperative sociali con lo stipendio maturato ma che per anni non vedranno aumenti contrattuali per colpa della clausola degli assorbimenti. La recente esternalizzazione di un ennesimo asilo nido per alcune dipendenti comunali a tempo determinato ha comportato la riassunzione a diverse migliaia di euro in meno all’anno. Un’assemblea ha deciso la richiesta di applicare a tutte/i il contratto enti locali (alla presenza di Cgil e USB). Salvo un sollecito non si è mosso niente. È in discussione la ipotesi di elezione delle RSU per consentire a tutte/i di avere una rappresentanza sindacale unitaria che contratti.

2) Azienda Speciale di proprietà di un Comune: attività prevalente asili nido e centri famiglia a cui successivamente si aggiunge la parte Tutela Minori. Le assunzioni per concorso erano state effettuate con superminimo assorbibile e con una vertenza sindacale si è congelato rendendolo non assorbibile (272 euro in aggiunta al contratto Aninsei). Anche in questo caso il passaggio dell’ultimo asilo con dipendenti comunali ha comportato il passaggio a pari salario che non aumenta per colpa degli assorbimenti. Il blocco delle assunzioni negli Enti Locali ha sciaguratamente portato all’Azienda Speciale il servizio Tutela Minori che ha visto paghe inferiori e un turnover che ha fatto perdere conoscenza e capacità di intervento sul territorio.

3) Comune di Milano: scuole materne sono ancora interne anche se con qualche figura di cooperativa; 1/3 asili nido (in via di diminuzione) sono ancora dipendenti pubblici mentre altri esternalizzati sono in una giungla e alcuni con il contratto Aninsei. La portineria è gestita da personale “esterno”. E si potrebbe continuare.

In tutti i casi non c’è solo la differenza economica con gli Enti Locali ma sui diritti la differenza si sente e si vede: da 36 a 38 ore settimanali; negli Enti Locali 6 ore a settimana di incontro preparatorio; nel contratto cooperative sociali il 6% dell’orario e in altri niente. Permessi individuali e Ferie differenti. I minori diritti comportano una rotazione del personale esagerata che compromette la qualità del servizio. La vertenza per la internalizzazione è un elemento che comporta la unificazione contrattuale e quindi un ruolo di lavoratori e lavoratrici che possano decidere le richieste e la delegazione che va a trattare. Perciò la elezione delle RSU (Rappresentanze Sindacali Unitarie) è un primo passo necessario in ogni luogo di lavoro. La elezione degli RLS (Rappresentanti Lavoratori per la Sicurezza) è altrettanto importante visto che i luoghi di lavoro spesso non sono completamente a norma e pericolosi. La salute e la sicurezza possono essere agiti anche con l’aiuto e la solidarietà dall’utenza, dei cittadini. Dopo questa giornata nazionale di lotta può essere utile costruire coordinamenti di lavoratori e lavoratrici per far conoscere e cambiare la realtà dei servizi pubblici esternalizzati.