Basta morire sul lavoro. Mercoledì 21 settembre sciopero dei metalmeccanici in tutta Italia

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Come Sial Cobas sosteniamo e rilanciamo questa prima azione di sciopero indetto da Fim, Fiom e Uilm e auspichiamo che l’ora di assemblea in fabbrica venga utilizzata per discutere delle questioni di salute e sicurezza dei rispettivi luoghi di lavoro, di prevenzione e di quali interventi sarebbero necessari per arrivare al rischio zero.

Occorre inoltre avviare una campagna informativa sul DDL Sacconi, che intende riscrivere la normativa esistente in materia di sicurezza (DLgs 81/2008).

Non basta una timida opposizione: la posta in gioco è tale che richiede la mobilitazione di tutti i lavoratori! Gli scopi della nuova norma non sono quelli della riduzione degli infortuni e della malattie professionali (che continuano a crescere nonostante la flessione produttiva), ma quello di “semplificare” le procedure per i datori di lavoro, riducendone gli obblighi e la responsabilità. Il tutto accompagnato da una riduzione dell’ambito di agibilità degli organi pubblici di vigilanza, a cominciare dagli operatori delle ASL.

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I segretari generali di Fim, Fiom e Uilm, Marco Bentivogli, Maurizio Landini e Rocco Palombella, hanno rilasciato oggi la seguente dichiarazione congiunta.

 “Giovedì la tragedia di Piacenza in un’azienda di logistica oggi, a distanza di poche ore una dall’altra, la morte di un lavoratore all’Ilva di Taranto e quella di un lavoratore dell’Atac, azienda dei trasporti romana.

Dall’inizio dell’anno 500 lavoratori sono morti mentre lavoravano. È un dato inaccettabile, che rappresenta una situazione drammatica.

Queste morti non sono mai la conseguenza della fatalità ma sempre della mancanza di rispetto delle imprese per le procedure e le regole di sicurezza e, in generale, della inadeguatezza dei sistemi di prevenzione tali da assicurare effettive garanzie per i lavoratori. Questa realtà è la conseguenza di un clima e di comportamenti che valutano la vita e il lavoro e le condizioni in cui si svolge come variabili dipendenti dagli interessi dell’impresa e del profitto.

I subappalti e la precarietà lavorativa peggiorano le condizioni di lavoro e aumentano le pressioni sui singoli lavoratori.

Per i lavoratori metalmeccanici un contratto nazionale che affronti queste tematiche vuole dire porre argine a questa situazione perché si rendono più forti i lavoratori nella difesa dei propri diritti e di una condivisa e diffusa cultura della sicurezza.

Film, Fiom, Uilm riconfermano il loro impegno per garantire un lavoro sicuro e con diritti e dichiarano la loro contrarietà a qualsiasi intervento che peggiori le norme sulla sicurezza.

Per l’insieme di queste ragioni Fim, Fiom e Uilm nazionali proclamano per mercoledì 21 settembre un’ora di sciopero e invitano le proprie strutture e le Rsu a realizzare assemblee in tutti i luoghi di lavoro.

Il diritto alla vita di un lavoratore è un bene assoluto che nessuno può cancellare”.

Uffici stampa Fim, Fiom, Uilm

Roma, 17 settembre 2016

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