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UNITÀ, SOLIDARIETÀ, DEMOCRAZIA

L’emancipazione dei lavoratori sarà opera dei lavoratori stessi.

Scioperi maggio-giugno 2026: riarmo, guerre, genocidio, Flottilla, servizi sociali, sanità, scuola, trasporti, salari, pensioni e licenziamenti.

18 maggio Sciopero generale indetto da USB

29 maggio sciopero generale indetto da CUB- S.I. Cobas e altre realtà sindacali

12 giugno è in preparazione uno sciopero dei lavoratori e lavoratrici che svolgono servizi pubblici esternalizzati e/o lavorano per aziende private indetto dall’intersindacale ADL Cobas, CLAP, Confederazione Cobas e SIAL Cobas.

La Flottilla ripartirà a giorni verso Gaza dopo aver subito un attacco in acque internazionali con sequestro di 175 persone e distruzione delle barche.

La distruzione e i morti a Gaza e in Cisgiordania non sono cessati.

A questo si è aggiunto l’attacco al Libano per rendere più difficile la vita e il futuro dei palestinesi e dei popoli del Medio Oriente. Il sostegno a questa missione di pace è importante e invitiamo a partecipare alle iniziative locali e alla manifestazione del 16 maggio a Milano. L’aggressione Russa all’Ucraina e la guerra contro l’Iran continuano a rendere la situazione internazionale più complicata.

Fermare il riarmo, le guerre e tornare a discutere, lottare per migliori condizioni di vita e di lavoro e per la sopravvivenza del pianeta per uno sviluppo ambientalmente sostenibile è una necessità. In questo quadro la continua privatizzazione e il definanziamento dei servizi pubblici e sociali e i licenziamenti di Electrolux così come i licenziamenti striscianti alla STMicroelectronics e in molte realtà riportano al centro la redistribuzione del lavoro tra tutti con la riduzione dell’orario a parità di paga.

Perciò il sindacato SIAL-Cobas (in mancanza di una data unitaria) prende atto delle diverse date programmate e invita lavoratrici e lavoratori a informare e preparare nel modo migliore, anche con assemblee e verifiche tra i lavoratori/trici, la giornata di lotta che si ritiene possa riuscire meglio per far sentire la protesta nei luoghi di lavoro e nelle piazze.

Non stiamo fermi, reagiamo per costruire un futuro migliore.