Creano il lavoro povero. Sciopero

Un parziale promemoria del perché SI CREA il lavoro povero. Tanti dicono che i salari dei lavoratori sono bassi e hanno perso valore reale per la mancata indicizzazione (abolizione della scala mobile – contingenza dal 1992. È il caso di ricordare che dentro ogni paga base, minimo contrattuale sono stati nel tempo inglobati circa 520 euro del valore maturato nel 1992 della scala mobile).

Il confronto sui salari contrattuali dal 2000 al 2024 vede significative differenze

Contratto               livello                    euro 2000              euro 2024           incremento

Metalmeccanico              5                  1.118.65                1.993,04          874,39

Coop sociali                    D2               1.120,35                1.694,41          574,06

Uneba                             4s                1.022,07                1.480,86          458,06

Aninsei                           4                     891,16                1.444.47          553,31

Valdesi                            4                  1.102,44                1.600,16          497,72

Il mancato e/o ritardato rinnovo dei contratti è stato in molti casi quello che ha determinato la maggiore perdita rispetto ad altri contratti. La perdita economica nelle annate è di diverse decine di migliaia di euro. Le perdite mensili si possono calcolare più facilmente e capire perché i lavoratori esternalizzati si impoveriscono. Certamente la sindacalizzazione dei metalmeccanici ha favorito una migliore tenuta nonostante arretramenti pesanti e contratti a perdere compresa la mancata indicizzazione. Giusto a giugno (nei prossimi giorni) verrà calcolato con l’indice IPCA (desensibilizzato dei beni energetici) il valore della inflazione rilevata nel 2025 e servirà per i metalmeccanici a determinare l’aumento contrattuale. E va ricordato che viene pagata con mesi di ritardo. Certo chi non ha nemmeno questa parziale e ritardata indicizzazione il salario resta fermo. Il Governo sta facendo approvare il “salario giusto” con il 30% della inflazione in caso di mancato rinnovo. Questo era un pannicello caldo postdatato dagli anni ‘93 introdotto con l’abolizione della scala mobile. Ma in molti contratti si è perso per strada e ora viene riesumato. Per avere una idea dei contratti depositati si può andare sul sito: Archivio dei contratti collettivi nazionali di lavoro depositati al CNEL.

Senza una generalizzata sindacalizzazione e iniziative di lotta è difficile che vengano risultati e miglioramenti concreti dalle aule parlamentari e/o con le firme che tuttalpiù possono contribuire (senza illusioni) a far conoscere il problema. Solo la lotta paga e produce risultati. Per recuperare le differenze potrà servire il salario minimo ma anche forti aumenti salariale con la indicizzazione e perché NO anche aumenti inversamente proporzionali come hanno fatto nei contratti negli USA nel settore auto.

In Italia non mancano certo i sindacati e sono diverse centinaia. La mancanza di una legge democratica è un problema da molto tempo. Nel pubblico impiego si vota ogni 3 anni e il limite da superare è che solo con il 5% a livello nazionale si ha diritto ad andare ai tavoli. Quindi senza firma dei contratti a livello di ente, di azienda si perde il diritto di rappresentare i lavoratori. Un caso da manuale è quello del Comune di Milano: negli enti locali Cgil non ha firmato il contratto nazionale (troppo al ribasso) e quindi anche se ha il 45% dei voti alle Rsu ed è il primo sindacato per iscritti ha perso il diritto formale di sedersi alla trattativa di ente. Questa stortura sarebbe risolvibile estendendo un limite del 5% anche a livello di ente/azienda. Il danno questa volta lo subisce la Cgil ma qui e sempre lo subiscono i lavoratori che vengono limitati e discriminati nella loro rappresentanza.

RSU sì, Rsu NO? E si può fare? Una recente sentenza di cassazione (R.G.N. 445/2022 pubblicata il 18-05-2026) acconsente a chi ha aderito agli accordi per la elezione delle RSU di promuoverle, di indirle anche senza l’avvallo dei sindacati firmatari della prima intesa. Nel 1993/4 avevano scritto che entro tre mesi avrebbero fatto le elezioni dappertutto. Nel 2014/5 hanno tolto la frase e ancora dopo 33 anni dal 1993 i lavoratori e i sindacati dovrebbero aspettare .. chi non vuole ancora farli votare?? Una risata li seppellirà?! Probabilmente no? La pratica dell’obiettivo è una strada possibile per cambiare con l’azione diretta di lavoratori e lavoratrici.                                                                           

Lì, 11-06-2026