Giornata per un Salario Giusto Davvero!
https://cgsse.it/calendario-scioperi/dettaglio-sciopero/377578
12 GIUGNO 2026: PRENDI PARTE ALLA LOTTA
Sciopero e partecipazione agli “Stati Generali dei lavoratori precari in appalto”
Teatro Palladium, Roma, ore 10.00 – 17.30
In questi giorni in cui l’ennesima rappresentazione fiabesca del “Salario Giusto” irrompe su tutti i teatri mediatici, le vertenze che abbiamo animato in questi ultimi anni ci restituiscono molte verità e spesso una soluzione principale.
Abbiamo denunciato il sistema delle filiere degli appalti che non solo costruiscono carriere scintillanti per dirigenti pubblici e privati sulle spalle di lavoratrici e lavoratori stretti tra salari iniqui e condizioni di precarietà generatrici di un disagio e uno stress sempre più invasivo, ma destrutturano ancor di più i servizi pubblici e sono le fondamenta di un sistema selvaggio dell’organizzazioni del lavoro nel privato che arrivano fino alle aggressioni sistematiche a chi si organizza per resistere alla schiavitù a cui certi datori di lavoro vorrebbero ridurre i propri dipendenti.
Portando il punto di vista dei precari e precarie che sopportano troppo spesso il peso del senso di responsabilità del proprio operato senza un rapporto di lavoro stabile e con una paga oraria sotto il livello di povertà. Un rapporto di lavoro reso precario non solo da un contratto a termine o meno, ma dal sistema stesso di appalto e subappalto che rende incerto il futuro da bandi di gara, società di scopo che chiudono nel momento in cui perdono l’appalto, e la solvibilità delle medesimo che rende incerta la stessa riscossione dello stipendio.
L’internalizzazione delle attività direttamente al datore di lavoro principale rende più snella ed efficiente qualsiasi organizzazione del lavoro garantendo non solo un risparmio del denaro pubblico ma garantendo ad ogni livello parità di trattamento salariale e contrattuale per gli addetti.
La battaglia contro il sistema di appalti è una battaglia che devono abbracciare tutti perché non è solo una vertenza sindacale in difesa dei diritti di chi ci lavora, contro le sacche di lavoro povero ormai radicate in queste filiere buone a ingrassare le statistiche sull’occupazione ma che non spostano la realtà delle difficoltà sempre più ingenti anche per chi ha un lavoro stabile. Bensi è una soluzione anche per arrestare le politiche di impoverimento del welfare a causa del debito pubblico. Tagliare i profitti delle aziende e pagare solo gli stipendi GIUSTI, del personale che fruisce il servizio è un’idea semplice quanto efficace
Ma le stesse dinamiche possiamo trovarle, magari con altre denominazioni, nel settore del Commercio o della Distribuzione, dove il sistema degli appalti ha talmente disarticolato qualsiasi forma di controllo facendo emergere anche un grave problema di sicurezza nei luoghi di lavoro che si affianca a quello del sostentamento.
Sarebbe necessario un capitolo a parte l’Igiene Ambientale, dove probabilmente l’ultimo baluardo alle gestioni devastatrici dei rifiuti sono proprio le forme di resistenza che gli addetti mettono in campo per la propria difesa, che altrimenti la delega del servizio sempre più esternalizzato renderebbe ulteriormente impossibile la tracciabilità dello stoccaggio dei rifiuti.
La precarietà raccontata come forma di equità rispetto alle pause dei cicli produttivi, o agli impegni diretti come può essere un servizio stagionale è solo un modo diverso di scaricare sulle maestranze gli oneri della formazione, della contribuzione, della disponibilità e della salute esattamente come in qualsiasi altro sistema di precarietà che vorrebbe forza lavoro disponibile e non pagarla quando non si ritiene direttamente produttiva. Potremmo andare avanti all’infinito nel descrivere come il sistema degli Appalti e la proliferazione di contratti precari abbia agito come martello sul Salario “Giusto” e sui diritti. Aggredendo anche la qualità e l’efficienza dei servizi pubblici e privati al solo fine di aumentare i margini di profitto di pochi. Martello che agisce anche sui CCNL e sui salari più strutturati perché subiscono comunque la concorrenza a ribasso.
Per questo motivo vogliamo intraprendere un nuovo Viaggio, che ponga al centro una soluzione comune sia per coloro che subiscono questo, ostaggi del ricatto lavorativo sia per coloro che si vedono sottratti quotidianamente pezzi di Welfare faticosamente conquistati. Una soluzione che permetta di far risparmiare soldi pubblici e restituire dignità e professionalità a chi lavora per la Cultura la Salute e i Servizi primari, per impedire il dumping salariale e l’erosione dei diritti democratici nei settori privati dove la concorrenza al ribasso è sempre più selvaggia.
Un percorso che punta alle internalizzazioni delle attività del datore di lavoro principale, pubblico o privato che sia, che imponga il CCNL del settore e impedisca l’utilizzo di contratti pirata, che obblighi ai livelli salariali identici per le stesse mansioni e metta fuorilegge i doppi livelli contrattuali, come primi passi di una ricostruzione dei diritti intorno alle enunciazioni della nostra Carta Costituzionale, lontani dalle manipolazioni e le negazioni dell’ articolo 36 della Costituzione.
