Germania: insegnanti d’asilo e postini in sciopero contro il modello tedesco

sciopero postini tedeschi 1Da mesi si sciopera in Germania a ritmi sempre piú serrati per i rinnovi contrattuali di diverse categorie di lavoratori. Ora è la volta dei dipendenti delle poste, in mobilitazione dall’8 giugno, perchè venga applicato lo stesso contratto anche agli assunti delle 49 società regionali delle poste, o che in alternativa venga ridotto l’orario di lavoro a 36 ore settimanali. Il sindacato dei servizi Ver.di chiede aumenti per il 5,5% per i prossimi 12 mesi. La mobilitazione degli insegnanti degli asili tedeschi comunali ha invece visto quasi tre settimane di sciopero in maggio culminate in due grandi manifestazioni a Francoforte ed Amburgo, dove hanno sfilato circa 30mila maestri e maestre d’asilo  per un aumento di stipendio del 10% ed un migliore inquadramento.

Riportiamo un articolo di ClashCityWorkers.org sullo sciopero dei postini tedeschi.

Dapprima sono stati reclutati i postini polacchi (la Polonia dista circa 100 km da Berlino) per ovviare ai rallentamenti delle attivitá, successivamente é stato offerto denaro contante ai portalettere “volontari” disposti a lavorare di domenica.

Da mesi i postini sono in agitazione per ottenere migliori condizioni salariali. Ma l’iniziativa della Deutsche Post di creare una nuova “divisione pacchi” con 10 mila nuovi posti di lavoro che però dovrebbero avere una retribuzione inferiore rispetto alla media del gruppo ha decisamente inasprito il clima della contrattazione.

Gli scioperi hanno avuto inizio l´8 giugno con questi punti programmatici: l’equiparazione della retribuzione dei porta-pacchi, l´orario lavorativo di 36 ore settimanali e l´aumento del 5.5% del salario.
I lavoratori hanno chiesto al sindacato Ver.di un coordinamento delle proteste (sporadiche e di 24 ore ciascuno fino allo sciopero a tempo indefinito che ha avuto inizio l´8 giugno), un coordinamento da attuarsi non solo con i colleghi del settore, quindi con DHL, UPS ecc, ma anche con i lavoratori della Charité – ossia personale ospedaliero -, gli insegnanti ecc.

Dall´inizio delle proteste Deutsche Post ha reagito sempre con delle scuse per non affrontare i nodi della protesta con il sindacato Ver.di o con i lavoratori, inizialmente ingaggiando i funzionari amministrativi per non bloccare le consegne, poi chiamando i vicini polacchi e minacciando tutti i dipendenti con contratto a termine di astenersi dallo sciopero, pena il mancato rinnovo.

Come giá abbiamo piú volte sottolineato, l’elemento fondamentale che viene in luce é che l´intero modello tedesco si basa su una compressione dei salari che viaggia di pari passo con l´aumento della produttivitá e delle esportazioni. Compressione dei salari e maggiore precarietá delle condizioni di lavoro (e contrattuali) che riguardano ormai molti settori, dai ferrovieri agli infermieri, dai postini ai piloti.

DHL e Deutsche Post preferiscono comprare i lavoratori con 100 Euro in contanti o minacciarli piuttosto che sedersi al tavolo delle trattative. Con dei buoni da 100 € o denaro contante quindi Deutsche Post vuole reclutare personale volontario per spedire in fretta quelle lettere che sono rimaste ferme da circa due settimane.

Il sindacato Ver.di ha definito la cosa scandalosa, cosí come il fatto di far arrivare portalettere dalla Polonia, pagandoli una miseria. La protesta é ora alla terza settimana e riguarda tutti quei 25.000 (circa) che scioperano, perché il loro lavoro, il loro giusto salario, le loro condizioni di lavoro valgono piú di un biglietto da cento euro!

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