Contro la buona scuola di Renzi: è cominciato il blocco degli scrutini

 

sciopero scrutiniLo sciopero della scuola del 5 maggio ha visto un’adesione e una partecipazione senza precedenti, dimostrando che la maggioranza degli insegnanti, degli studenti e dei lavoratori della scuola ritengono peggiorativa la riforma voluta dal governo. E a disprezzo proprio di chi la vive tutti i giorni, sabato 9 maggio la VII Commissione della Camera ha approvato il testo di contro-riforma della scuola.

La buona scuola non è quella del preside-sceriffo che vende il suo prodotto sul mercato dell’istruzione, che sceglie i docenti più ‘adatti’ al suo progetto formativo; che spaccia per un anno di scuola l’apprendistato a 15 anni; che licenzia in massa i precari della II e III fascia (con l’impossibilità di reiterare i contratti oltre i 36 mesi di supplenza); che considera a priori i docenti come dei fannulloni, anziché fornire i mezzi e le occasioni per una formazione accademica costante

Il consenso alla riforma di Renzi viene solo da quelle lobby  che da anni premono per trasformare le scuole in aziende, mettendo le mani sul sistema della formazione per renderlo del tutto funzionale alle esigenze delle corporations e terreno di investimenti e profitti.

Lo sciopero degli scrutini è cominciato: ci si aspetta un’adesione massiccia, a scacchiera.

Le alte adesioni dell’Emilia Romagna del primo giorno sono state confermate in tutta Italia. A Messina la percentuale è stata tra l’80 e il 90%, con punte del 100%. In Campania i sindacati parlano di percentuali vicine al 90%, mentre a Ferrara tra l’85 e il 90. Il Molise conta una percentuale dell’80%. Nei prossimi giorni sarà la volta di Abruzzo, Basilicata, Calabria, Friuli Venezia Giulia, Piemonte e Val d’Aosta. L’Alto Adige chiuderà il 17 e il 18.

Se si continuerà come questi primi due giorni, quando il Senato dovrà approvare il Ddl in seconda lettura tra il 15 e il 22 giugno, con un Pd in affanno per avere perso più di 2 milioni di voti, le scuole avranno inviato un messaggio chiaro.

Se non l’avete ancora visto, qui sotto rilanciamo il video virale di #lecattivemaestre, che spiega in modo chiaro perchè il mondo della scuola è insorto.