Come in Italia si muore ancora sul lavoro

Come in Italia si muore ancora sul lavoro

da Lettera 43 del 27 aprile 2019

Nel 2018 si sono verificati 641 mila incidenti. E i decessi sono stati 1.143. Record di vittime a Crotone, dati negativi in tutto il Sud. A Taranto il maggior numero di casi di cancro. Il report.

Italia, dove ancora si muore per lavoro. Nel nostro Paese nel 2018 non sono calati gli incidenti, subiti da 641 mila lavoratori, mentre a causa del crollo del ponte MorandiGenova sono aumentati i morti, a quota 1.143.

TUMORI LEGATI ALL’AMIANTO

Il primato per i decessi spetta a Crotone e un po’ a tutto il Mezzogiorno, mentre la produzione metalmeccanica, potenza produttiva del Nord ma anche più pericolosa per la salute, rende le regioni settentrionali quelle con il tasso maggiore di malattie tumoralilegate soprattutto all’amianto. Brutta eccezione la fa Taranto dove si registra il maggior numero assoluto di casi di cancro.

NUMERI PEGGIORI RISPETTO AL 2017

Il bilancio arriva dall’osservatorio dei consulenti sul lavoro che, in occasione della Giornata mondiale della sicurezza sul lavoro, ha stilato un’indagine avvalendosi anche dei dati Inail. Rispetto all’anno precedente il numero dei casi è salito a 641 mila, ma l’incidenza sul totale dei lavoratori è rimasta al 3,8%, visto che è salito anche il numero degli occupati. Va detto che seppure stabile rispetto all’anno precedente, il numero scende se si confronta con quello del 2013 quando era al 4,4% e «mostra una sempre maggiore efficacia delle azioni di prevenzione del rischio», come rileva il rapporto.

Però i dati restano impressionanti: l’84,6% degli incidenti si sono verificati durante l’attività lavorativa, mentre il 15,4% si è verificato nel tragitto casa-lavoro. Rispetto al 2017 si registra un aumento di 5.828 denunce di infortuni (+0,9%) e un aumento ancora più consistente di decessi (+10,1%).

PIÙ INFORTUNI PER STRANIERI E GIOVANI

Degni di attenzione sono gli aumenti per gli infortuni a stranieri e giovani. Se si vanno ad analizzare le singole province poi la mappa attribuisce a quelle del Sud i dati peggiori sugli infortuni mortali. Nel biennio 2017-2018 il maggior numero di incidenti mortali di lavoratori si registra nella provincia di Crotone (6,3 ogni mille) e, a seguire, nelle province di Isernia (5,9 per mille) e Campobasso (4,7 per mille) per seguire poi con Caserta (4,4 per mille), Vibo Valentia (4,1 per mille) e Matera (4 per mille).

MALATTIE PROFESSIONALI: MALE GORIZIA, TORINO E MILANO

Discorso diverso per le malattie professionali. Nel solo 2018 è la provincia di Gorizia che fa registrare il più alto tasso (22,5%), seguita al secondo e al terzo posto dalle province di Torino (18,5%), Nov ara e Milano (18,4%). A causare patologie cancerogene nei lavoratori sono soprattutto le fibre di amianto (oltre il 70% dei casi), in particolare nell’industria metalmeccanica. Infine il caso Taranto. La città si colloca al 14esimo posto sebbene risulti la prima provincia italiana per numero assoluto di malattie professionali di tipo tumorale: 164 casi nel solo 2018 tuttavia in decremento negli ultimi cinque anni anni (erano 218 casi nel 2014).

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