La salute dei lavoratori conta poco: da Télécom France, alla medicina del lavoro distrutta dalla Loi Travail, ai ritmi massacranti in FCA

France TelecomUn commento di Sial Cobas al processo in corso all’ex presidente di France Télécom e altri 6 dirigenti del colosso delle telecomunicazioni francese. Il capo d’accusa per una gestione manageriale di tagli e ristrutturazione aziendale che ha portato al suicidio 60 lavoratori e a grave depressione moltissimi altri è, ricordiamo, mobbing. Conseguentemente la pena prevista nel caso di condanna è assolutamente irrisoria. Ma l’attacco alla salute dei lavoratori, il disinvestimento in sicurezza, il depontenziamento della medicina del lavoro previsto dalla Loi Travail, trovano un corrispettivo in Italia nei ritmi massacranti del lavoro alla catena di montaggio degli operai delle fabbriche FCA. Tra Ergo Uas e straordinari vengono marchiati, nel corpo e nello spirito…

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Situazione contraddittoria quella che viene a determinarsi in Francia sul fronte della tutela della salute dei lavoratori e dei loro diritti in seguito a due fatti recenti.

Il primo, molto importante: arriva a conclusione l’istruttoria della magistratura francese dopo sette anni di indagini e “ricostruzioni ambientali” sulla vicenda dei suicidi di lavoratori a France Télécom (oggi Orange) e in parte privatizzata.

Didier Lombard, ex Presidente di France Télécom con altri due alti dirigenti dell’azienda vengono rinviati a giudizio perché ritenuti responsabili del clima aziendale che tra il 2008 e il 2009 portò al suicidio 35 lavoratori/trici di quell’azienda. Un numero pazzesco  che indicava un vero e proprio clima di terrore imposto dal managment per far passare i processi di ristrutturazione legati alla privatizzazione parziale e al cambio di gestione societario.

22000 licenziamenti vennero annunciati, insieme a 10.000 demansionamenti. Il risultato fu una pressione competitiva pazzesca sull’insieme della struttura aziendale, con il moltiplicarsi dei fenomeni che noi definiremmo di mobbing sistematico che coinvolsero attivamente non solo le gerarchie aziendali, ma anche una parte dei lavoratori.

Vi furono ovviamente iniziative sindacali di contrasto ma il caso esplose dopo il suicido di un lavoratore di Marsiglia che lascio’ scritto quanto subiva quotidianamente e che diede inizio ad una campagna di informazione e denuncia di quanto avveniva presso la ex France Télécom.

Il secondo fatto riguarda una sentenza della Corte di Cassazione francese del 1° Giugno 2016 – quindi molto recente – che sostanzialmente “deresponsabilizza” le direzioni aziendali da denunce sulle conseguenze del proprio operato sulla salute fisica e mentale dei lavoratori, nel caso queste riuscissero a dimostrare di aver svolto scrupolosamente tutte le attività di prevenzione e vigilanza necessaria. In sostanza, l’onere della prova viene rovesciato sul lavoratore che eventualmente denunciasse di essere vittima di mobbing.

Infine, non bisogna dimenticarsi quanto cambierà nell’ordinamento francese con la nuova e contestatissima Loi de Travail. Come verrà tutelata la salute dei lavoratori da domani nelle aziende di quel paese?

Questo rimane un grande interrogativo.

Quanto è avvenuto in Francia può essere utile per una riflessione qui da noi, in Italia?

Potrebbe, se si facessero circolare un pò più di informazioni su quanto sta avvenendo per esempio sulle linee di produzione della Fiat – oggi Fca – dopo la cura Marchionne.

Quanti tentativi di suicidio e autolesionismo di lavoratori emarginati e discriminati? Quanto pesano le nuove norme relative ai tempi di lavoro? Come agisce nel quotidiano la gerarachia aziendale Fca fidelizzata a Marchione e compari?

Sarebbe interessante verificarlo. Per agire a tutela dei diritti e della salute dei lavoratori.