Sial Cobas: il 20 aprile sciopero dei metalmeccanici. I lavoratori devono decidere del proprio contratto!

Sial_logo_okIl Sial Cobas indice sciopero dei metalmeccanici il 20 aprile, e non solo, per avviare una ridiscussione dei contenuti e decidere con i lavoratori le richieste da portare avanti.

Contratto metalmeccanici: si perdono i pezzi?!? Hai ottenuto in busta paga aumenti con i contratti aziendali?

Hai “meritato” o “strappato” superminimi individuali? Assorbibili? Non assorbibili?

Bene! No male! Perché secondo Federmeccanica in nessuno dei due casi avrai l’aumento salariale.

Hai 21 o 25 giorni di ferie? Non li avrai più perché li vogliono redistribuire a quelli di una certa età per favorire la espulsione o il passaggio a part time. Prendi la tua busta paga e vedi il valore degli scatti di anzianità .. e prova ad andare indietro 5 o dieci anni e conta quanti soldi hai percepito con questa voce in busta paga. Lo scatto di anzianità paga la esperienza. Se li aboliscono quanto dovrai/dovremo sudare, scioperare per riottenere lo stesso valore economico??

La illusione di superare il vecchio inquadramento unico fermo agli anni ‘70 rischia di portarci agli anni ‘50 quando c’erano le paghe  di posto. Dagli attuali 9 livelli salariali si rischia di moltiplicarli con “poco esperti, esperti, polivalenti e meno polivalenti”. Già oggi con le indennità di posizioni organizzative i chimici si trovano con oltre 20 livelli salariali. Per descrivere le reali professionalità basterebbero 3 o 4 livelli?

Vedi ad esempio: manovali, qualificato, specializzato e capo 1 e capo 2 (se proprio vogliono)?

La sanità integrativa (che dovrebbe sostituire la neonata metasalute firmata solo da Uilm e Fim) è un cavallo di troia che sostituisce gli aumenti salariali, che porta soldi alle solite assicurazioni e non migliora la salute. Nel caso ti accorci la fila è un duplicato, nel caso intervenga sul costo dei tickets il risparmio è apparente perché i soliti che lucrano su prezzi dei farmaci, dei ricambi e delle attrezzature, esami superflui, e via di questo passo li lasciamo continuare a fare i loro affari sopra le nostre teste? E ci andrà bene una sanità che interviene quando hai il lavoro ma quando finisci in cassa integrazione o perdi il lavoro non ti puoi più curare?

Non è meglio tornare a lottare? E a investire forza e soldi in unico sistema sanitario gratuito per tutti??

La Federmeccanica propone di passare dalla paga base ai “minimi di garanzia” e con questa novità propone: niente aumenti nel 2016; e poi di prendere soldi nostri e cambiargli di casella in busta paga senza dare aumenti a chi ha già qualcosa oltre il minimo contrattuale (paga base). Pare che forse solo il 5% dei metalmeccanici potrebbe essere coinvolto dagli aumenti. Il superamento e la abolizione delle voci è sempre una fregatura: con la abolizione della scala mobile (che seguiva automaticamente l’inflazione) ci dicevano che sarebbero aumentati gli spazi per la contrattazione aziendale e per l’occupazione. I risultati sono indebolimento su tutti i fronti e meno 25% degli occupati nella sola industria metalmeccanica.

I padroni vorrebbero indietro 75 euro perché la inflazione è stata più bassa del previsto. Ovvero lasciano perdere (come son buoni) se i sindacati trattanti sono disponibili a cancellare gli scatti di anzianità e ad avvallare niente aumenti a chi ha già avuto qualcosa dalla contrattazione aziendale e/o dai superminimi con una contrattazione individuale.

Contratto sì, contratto …. anche No. Così non ci stiamo! Diciamo no alla ipotesi di Federmeccanica!

Al tavolo con la Federmeccanica sono seduti i tre sindacati Fim, Fiom e Uilm ma ognuno di loro si è scelto il modo di farsi dare un mandato da iscritti e lavoratori. Il contratto nazionale vale per tutti (iscritti e non iscritti). La unità e la maggioranza che conta non è (solo) quella dei vertici ma quella che va costruita tra tutti i lavoratori che devono essere coinvolti e decidere sui contenuti rivendicativi (eventualmente anche alternativi tra loro) e sulla delegazione trattante.

Una proposta – diciamo ai sindacati trattanti di fermarsi (tanto nel 2016 non ci danno niente) e tornare a discutere nelle aziende con assemblee e far decidere lavoratori e lavoratrici sulle diverse ipotesi. Ci domandiamo se non sia giunta l’ora di:

aumenti salariali veri per recuperare quello che abbiamo perso nei decenni scorsi.

 affrontare il problema della occupazione con la riduzione dell’orario di lavoro e il ripristino dell’80% del valore della cassa integrazione e contratti di solidarietà senza nessun massimale.

mettere mano al superamento delle differenze salariali uomo donna?

Per far sentire la propria voce nelle varie aziende si possono promuovere dove possibile le assemblee nei luoghi di lavoro, sciopero e/o azioni di protesta e coordinarsi tra delegati e lavoratori che vogliano costruire una alternativa. – Ps: Gli incontri delle ultime settimane non hanno cambiato il quadro.

Il contratto a queste condizioni non s’ha da fare!

Lì, 18 aprile 2016

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