Disabilità: mobilitazione per ottenere da Regione Toscana maggiori fondi per la “Vita Indipendente”

vita indipendentePubblichiamo un resoconto di Soriano Ceccanti sulla mobilitazione di cittadini con disabilità per ottenere da Regione Toscana più fondi a favore del percorso di “vita indipendente”, alternativa più soddisfacente – e più economica per le casse regionali – rispetto agli istituti, case famiglia, case protette, case alloggio, RSA.

Ci siamo trovati in tanti davanti la Presidenza della Regione Toscana; siamo andati a protestare, determinati a restare ad oltranza davanti alla Regione, attuando lo sciopero della fame, fino ad ottenere un incontro con il Presidente o l’Assessore al Sociale. Avevamo scritto diverse mail e raccomandate dove si denunciavano comportamenti vessatori delle varie Società della Salute (comportamenti dettati, a loro dire, da direttive regionali) nei confronti di persone disabili inserite nel programma di “vita indipendente”  e per ottenere un incontro con l’Assessore.

I motivi della protesta sono:§ Aumento degli stanziamenti per il finanziamento dei progetti “vita indipendente” (attualmente la RT stanzia 9 milioni di euro) per permettere alle persone disabili che ne hanno diritto di entrare nei progetti “vita indipendente”;

§ Continuazione dell’erogazione del finanziamento “vita indipendente” anche dopo il compimento del 65° anno di età;

§ Possibilità di rendicontare le spese per “vita indipendente” anche attraverso autodichiarazioni;

§ Utilizzo dei Fondi Sociali Europei anche per la formazione “vita indipendente” (assistenti e persone con disabilità).

 

La Regione Toscana gioca sporco: venerdi’ 23 ottobre alle ore 18.03 la segreteria dell’Assessore Saccardi invia una mail a diverse Associazioni di persone con disabilità per convocare una riunione su “vita indipendente” per lunedi 26 ottobre alle ore 12.00. Erano mesi e mesi che chiedevamo un incontro e guarda caso hanno deciso di convocarlo in fretta e furia a ridosso della protesta davanti alla regione.

Sappiamo bene che secondo la Regione le persone disabili dovrebbero vivere in case famiglia, comunità, RSA, ecc. gestite da cooperative e fondazioni (incentivate proprio dalla Regione) oppure a carico dei familiari; e noi, persone disabili, riteniamo invece di voler vivere come e dove più ci aggrada con il sostegno economico personalizzato. Questo, oltre a rispondere alle reali esigenze delle persone disabili, evita il concentramento di enormi somme di denaro nelle mani di poche cooperative o imprese. Ha due difetti: finanziare individualmente le persone disabili non crea rete di consenso elettorale e fa risparmiare soldi pubblici (tenuto conto che una persona disabile in istituto costa dai 100 euro al giorno in su).

 

Dopo circa un paio d’ore di presenza rumorosa, determinata e tenace davanti al portone sprangato della sede della Presidenza è venuta a parlare con i manifestanti l’Assessore Saccardi alla quale abbiamo rinfacciato l’assurdità di un silenzio di mesi e mesi e la disonestà dell’invio di una mail nel fine settimana per la convocazione di un incontro il lunedì seguente; le abbiamo denunciato le vessazioni a cui sono sottoposte molte persone disabili nelle varie società della salute (es.: riduzione del finanziamento e proposta di intervento di assistenti di cooperative, rendicontazione anche della percentuale (10%) non rendicontabile, anticipazione da parte della persona disabile della spesa per l’assistente personale, recupero da parte delle s.d.s. di tutte le somme non rendicontate, ma spese dalla persona disabile per un assistente in prova, in sostituzione o in compresenza, ecc. ecc.) e le abbiamo illustrato i motivi della protesta.

 

L’appuntamento con l’Assessore Saccardi è per il 12 novembre alle ore 10,00 presso la sede della RT in via di Novoli; ci arriveremo preparati e ben coscienti che spostare il timone degli interventi sulla disabilità per non finire nelle secche degli istituti, case famiglia, case protette, case alloggio, RSA non sarà facile ma saremo determinati e ostinati perchè non vogliamo finire precocemente la nostra vita in mano a qualche affarista socio-sanitario.

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