Riforma sanitaria della Regione Lombardia. Ecco cosa potrà accadere a chi sceglierà il “gestore”

Cari concittadini lombardi, fate attenzione: tenetevi ben stretta la vostra salute e i vostri diritti

di Vittorio Agnoletto e Medicina Democratica

In questi giorni stanno arrivando migliaia di lettere ai cittadini lombardi con patologie croniche per spingerli nelle mani dei “gestori” ossia  dei mercanti pronti a fare affari sulla nostra salute. Ma giovedì scorso, 25 gennaio, il direttore generale dell’ATS (ASL) di Milano non si è presentato, per la seconda volta, davanti alla commissione sanità del comune di Milano  dove avrebbe dovuto illustrare e difendere le delibere della controriforma elaborata dalla giunta Maroni:  il dott. Marco Bosio ha motivato la sua assenza con l’indisponibilità a confrontarsi con il sottoscritto chiamato come tecnico ad illustrare le criticità delle medesime delibere. Uno sgarbo istituzionale senza precedenti.

Un segno evidente di debolezza che fa sorgere il legittimo dubbio che persino colui che firma le lettere inviate ai cittadini non sia poi così certo di quello che propone, o che  almeno non si senta in grado di reggere un contraddittorio.

Una ragione in più per non cadere nella trappola.

Stracciate la lettera, rimanete con il vostro medico secondo le regole del Servizio Sanitario Nazionale.

La riforma viene presentata come la soluzione di tutte le difficoltà e di tutti i disservizi lamentati dagli utenti. Ma non sara’ così.

ALCUNI CHIARIMENTI

   La riforma  lascia la  liberta’ di scelta. il cittadino  può scegliere di rimanere con il suo medico e  non indicare alcun gestore.

   Il Gestore non è una persona, potrebbe anche non essere un medico. nella maggioranza dei casi sarà una società o una cooperativa  privata accreditata, cioè convenzionata con la Regione, quindi privata ma finanziata da denaro pubblico.

   Vi verrà richiesto di firmare un “patto di cura”, che sarà vincolante per un anno. L’assistenza verrà erogata dal gestore o da un “partner” sulla base di un budget annuale limitato.

   dovrete eseguire  in regime privatistico, cioè a pagamento, eventuali altre prestazioni, al di fuori di quelle prestabilite, che dovessero rendersi necessarie  per la medesima patologia per cui avrete sottoscritto il patto di cura.

   Non solo la riforma non vi garantisce la riduzione dei tempi di attesama non avrete nemmeno la certezza di poter  afferire agli stessi ospedali/centri e agli stessi specialisti presso i quali siete stati seguiti regolarmente fino ad oggi. Si ricorda che le prestazioni urgenti dovrebbero comunque essere eseguite entro 72 ore e che per tutte le altre richieste devono comunque  essere rispettati  i tempi di attesa previsti dalla normativa.

   Se  sceglierete il gestore costui si occuperà solo della gestione delle vostre malattie  croniche, per tutte le altre malattie, per es. l’influenza, si continuerà a far riferimento al proprio medico curante. Questa situazione  potrà generare situazioni confuse e conflittuali. Vi sarà un notevole aumento della burocrazia.

La riforma non eliminerà le liste di attesa.

 Vi  consigliamo  di continuare ad essere  seguiti  dal  vostro  Medico curante.  La mancata adesione al gestore non comporta alcuna penalizzazione. 

Se la riforma dovesse essere migliorata potrete eventualmente aderire in seguito. 

Medicina Democratica ,  “37e2” la trasmissione di Radio Popolare sulla salute

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