“non basta chiedere per ottenere ma bisogna unirsi e resistere“
«Corriere» nell’edizione del 24 giugno con queste parole: «La notizia che si dava quasi come uno scherzo è la cosa più seria del mondo. Lo sciopero delle piscinine che, per chi lo ignora, sono quelle ragazzine che imparano il mestiere della sarta, della modista, della lavorante in biancheria e della stiratrice».
«Le piccole scioperanti» – scrive il «Corriere della sera» il 24 – «hanno eletto una commissione di 7 compagne, incaricate di trattare con le sarte-maestre».
.. «Le piscinine (…) hanno formulato i loro desideri alla Camera del lavoro.
1- minimo di paga giornaliera cent. 50
2- dieci ore di lavoro al giorno e un’ora di intervallo per la colazione
3 – pagamento delle ore fatte in più dell’orario
4 – abolizione dei servizi domestici
5 – paga settimanale
6 – il lavoro domenicale retribuito con il 100% di aumento
7 – riduzione dello scatolone in modo che le bambine fino a nove anni non portino un peso superiore a 4 kg e fino a 12 anni non superiore a 10 kg».
potete trovare il testo completo al link https://www.labottegadelbarbieri.org/milano-1902-le-piscinine-in-lotta/e trovarne altri nel web.
Una riflessione utile su come decidere e gestire lo sciopero e fare trattative e molto altro.
Una intervista che spiega lo spettacolo teatrale “Lo sciopero delle bambine – l’eroicomica impresa del 1902“. Lo spettacolo teatrale è in programmazione in alcune realtà: 8-9 marzo Camogli; 15 marzo Cernusco sul Naviglio; 21 marzo Cassina de’ Pecchi; 22 marzo Monte Rotondo (RN); 28 marzo Monopoli (BA); 29 marzo Lecce: 10 aprile Monterotondo (RM); 2 e 3 maggio a Genova.
Lo sciopero delle bambine: la rivoluzione festante che ispirò le lotte per i diritti
