18 aprile a Milano: in piazza contro il razzismo ed ogni discriminazione.

Diritti per tutti e tutte.

Salvini si presenta in piazza Duomo con tutta l’estrema destra europea, razzista, fascista, guerrafondaia…vuole la “remigrazione”, cioè l’espulsione ,la deportazione non solo dei migranti, ma anche dei giovani di seconda generazione, figli di migranti, ma nati in Italia… come Trump negli Usa, immagina un paese “senza migranti”, circondato da filo spinato, presidiato da polizia ed esercito nelle strade… utilizza cinicamente episodi di microcriminalità presenti nelle città italiane, alimentati dalla crescita dell’impoverimento, dell’esclusione e delle diseguaglianze sociali, per invocare la “sicurezza”, in nome di una politica “legge e ordine” che non può che far crescere, disagio, violenza, emarginazione delle persone più fragili socialmente.

Questa narrazione razzista nasconde e mistifica la realtà, cercando di alimentare per ragioni elettorali e di potere una “guerra tra poveri” nelle classi popolari che non può che nuocere a tutti i lavoratori e le lavoratrici.

Perché i migranti e le migranti sono donne e uomini, giovani e meno giovani che da anni vivono e lavorano nelle nostre città, insieme a noi. Lavoratori e lavoratrici di altri paesi insieme a coloro che sono nati qui fanno parte della stessa classe, quella fa girare la macchina produttiva del paese. E questo lo sanno bene anche i padroni, che al di là del razzismo ostentato dalla destra che ci governa spesso lamentano che le braccia dei migranti non sono mai abbastanza per nutrire la loro economia…

Raccolgono pomodori e arance nei campi di questo paese, accudiscono gli anziani ed i bimbi nelle nostre case, condividono i turni di notte ed i lavori più logoranti e rischiosi nelle fabbriche del centro nord, negli ospedali, nei trasporti locali nei grandi magazzini, nel commercio e nella ristorazione in tutto il paese.

Producono una ricchezza sociale che finisce nelle tasche di padroni e sfruttatori.

E spesso, quando cadono dalle impalcature dei cantieri edili, quando muoiono o rimangono invalidi per quella tremenda piaga sociale rappresentata dagli “infortuni sul lavoro”- omicidi bianchi, in realtà – nessuno si ricorda di loro, delle speranze che hanno portato con sé venendo in Italia e in Europa alla ricerca di una vita migliore, come hanno fatto prima i nostri emigrati, come fanno da sempre i migranti in tutto il mondo…

I migranti e le migranti sono fratelli e sorelle della nostra classe che insieme a noi lottano per una vita migliore per tutti e tutte. Quando arrivano qui, dopo aver attraversato il Mediterraneo  o i Balcani mettendo a rischio la propria vita, affrontano i problemi che tutti noi abbiamo dovuto affrontare: cercano una casa per vivere decentemente con dignità, vogliono mandare i figli e le figlie a scuola, per farli studiare e crescere bene, insieme ai nostri figli; hanno bisogno di una sanità pubblica efficace e giusta per curare la propria salute, condividono con noi spazi comuni nelle città e nei paesi, nei parchi e nei giardini pubblici, condividono con noi le fatiche del vivere quotidiano, ma anche i momenti di festa e di partecipazione.

Vogliono come tutti noi, il pane ma anche le rose, cioè una vita degna e felice per loro, per i propri figli, per tutti e tutte noi, insieme.

E con noi sono disponibili a lottare, ad organizzarsi in sindacati ed associazioni, a partecipare alla vita civile e sociale delle proprie comunità.

Il loro lavoro non è soltanto socialmente utile e necessario, ma è la base comune per lottare insieme per migliorare le condizioni di vita di tutti e tutte. L’eguaglianza dei diritti tra migranti e lavoratori autoctoni è necessaria per dare più forza a tutti e tutte, per strappare nuove conquiste sociali, per rendere l’Italia, e l’Europa, un Paese ed un continente più giusti, in cui si viva meglio e si possa progettare un futuro.

Per tutto questo Salvini e le sue bande di fascisti e razzisti sono nostri nemici, non li vogliamo nelle nostre città.

Per questo Sabato 18 aprile saremo in piazza insieme agli altri sindacati, alle associazioni antirazziste, agli spazi sociali di questa città

Contro ogni remigrazione, deportazione, espulsione, nella mia città nessuno è straniero

Per la libertà di tutti e tutte, la giustizia sociale, l’eguaglianza delle condizioni sociali, dei diritti e delle possibilità, la solidarietà dei lavoratori e delle lavoratrici, delle classi popolati tutte.

Appuntamento per circondarli ed isolarli in Largo Cairoli, Piazza Tricolore, Piazza Santo Stefano Sabato 18 aprile, ore 14,30.

Per i razzisti non c’è posto nella nostra città!