Olon: il 28 marzo sciopero in tutti gli stabilimenti!

protocollo: Sciopero

giovedì 28 marzo sciopero di 8 ore negli stabilimenti Olon

per dire No al licenziamento! Il clima in azienda deve cambiare! La direzione deve affrontare e risolvere i problemi contrattando, investendo sulla sicurezza senza tirare il collo a lavoratori e impianti, riconoscendo i sacrosanti livelli di inquadramento per le attività svolte, aumentando gli organici nei reparti e uffici e organizzando meglio il lavoro.

Il licenziamento sui due piedi del capo reparto di Mulazzano è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Tra i lavoratori è diffusa la opinione che era ora che si facesse qualcosa.

E lo sciopero di domani sarà un segnale importante che l’azienda dovrà ben valutare se vorrà.

Il licenziamento in corso con il rito Fornero potrebbe essere ritirato dalla direzione risolvendo la questione altrimenti la legge impone che si vada davanti alla Commissione al Ministero del Lavoro locale e lì si cerchi una soluzione alternativa o una mediazione economica e poi se non si trova accordo si può andare davanti al Giudice con i tempi necessari.

Il peggioramento dell’art. 18 sul versante del licenziamento per GMO (giustificato motivo oggettivo): ovvero nel caso del capo di Mulazzano lo lasciano a casa per riorganizzazione ma ne mettono un altro al suo posto?? O comunque fosse che in quell’area non serve un capo perché non gli si è offerto come prevede la legge una soluzione alternativa?

La direzione se l’è cercato lo sciopero e si merita una risposta per il solo fatto che ha deciso un licenziamento in questo modo brutale.

D’altronde va ricordato che tempo fa anche una lavoratrice è stata licenziata per GMS (giustificato motivo soggettivo, ovvero disciplinare) e anche in questo caso secondo noi non era giustificato e la direzione è stata costretta a trovare una soluzione per evitare la sentenza.

Non è in discussione il fatto che chi è coinvolto è costretto a scegliere tra rientrare in un posto di lavoro dove è stato maltrattato e una soluzione economica e che dopo essersi guardato in giro non possa valutare che forse ne potrebbe guadagnare in salute.

La direzione ha dalla sua il peggioramento dell’art. 18, i soldi e il tempo per cercare di portare il lavoratore ad accettare la perdita del posto di lavoro.

I troppi infortuni e incidenti dell’ultimo periodo fanno vedere chiaramente che c’è più di qualcosa che non va.

La direzione continua a stilare un cronoprogramma di interventi sulla sicurezza ma dice che non può ampliare gli investimenti perché sono troppo pochi a seguire i lavori. Cioè non assumono tecnici e responsabili per seguire i lavori e allora fanno quello che serve ai loro profitti badando più allo sviluppo per la produzione e con difficoltà e accumulando ritardi sugli interventi di emergenze per la sicurezza sugli impianti e per i lavoratori.

E’ ora di finirla con questa modalità di gestire le cose. Forse riorganizzando e investendo quel che serve anche i responsabili del personale sarebbero meno agitati??

Vogliamo anche ricordare che le risposte dei lavoratori all’indagine fatta dal SIAL-Cobas facevano ben vedere le difficoltà: stress, problemi organizzativi, sotto inquadramento, ecc.

Ci aspettiamo che dopo lo sciopero la direzione si presenti ai tavoli di trattativa con un ravvedimento operoso e affronti i problemi aperti.

Da parte sindacale e dei lavoratori rilanciamo la necessità di fare una assemblea preparata da incontri sindacali per decidere priorità e un piano di iniziative che sostenga le trattative.

Per ora ognuno faccia la sua parte per far riuscire sciopero e il presidio in tutte le aziende Olon.

lì, 27 marzo 2019

 

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