“Sospendere” lo sciopero del 3 febbraio al Comune di Milano è stato un grave errore

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Comunicato Sial Cobas e Slai Cobas del Comune di Milano:

“Sospendere” lo sciopero del 3 febbraio è stato un grave errore: la lotta paga.

Abbiamo partecipato con convinzione e impegno al percorso unitario di mobilitazione che – attraverso presidi e assemblee – ha portato alla proclamazione dello sciopero delle lavoratrici e dei lavoratori del Comune di Milano indetto per il 3 febbraio.

Oggi però non condividiamo la decisione assunta da CGIL, CISL, UIL, CSA, DICCAP e maggioranza della RSU di “sospendere” questo sciopero.

Riteniamo infatti gli impegni assunti dall’Amministrazione comunale con il verbale sottoscritto venerdì 27 gennaio troppo generici e vaghi, e comunque insufficienti rispetto alle richieste espresse dall’assemblea plenaria RSU dello scorso 8 novembre e dall’affollata assemblea generale svoltasi al Teatro Nuovo lo scorso 18 novembre.

Lo sciopero andava mantenuto, lavorando seriamente per la sua riuscita, per segnalare con forza al Sindaco e a tutti i cittadini che le lavoratrici e i lavoratori del Comune di Milano non accettano le dismissioni e le continue esternalizzazioni e privatizzazioni dei servizi, il peggioramento continuo delle condizioni di lavoro, salari al limite della soglia di povertà.

Uno sciopero ben riuscito ci avrebbe consentito di tornare a discutere con l’Amministrazione comunale da una posizione di maggior forza.

Uno sciopero ben riuscito al Comune di Milano – uno dei più importanti enti del nostro paese – avrebbe inoltre fornito un esempio positivo ai lavoratori pubblici di tutta Italia, spronandoli a mobilitarsi in difesa del proprio salario, dei propri diritti e della propria dignità.

“Sospendere” lo sciopero del 3 febbraio è stato dunque a nostro parere un grave errore, che rischia di indurre nelle lavoratrici e nei lavoratori del Comune di Milano – che avevano dimostrato la loro disponibilità alla lotta nel quadro di un’iniziativa unitaria di tutte le organizzazioni sindacali coordinate dalla RSU – un sentimento di frustrazione e smobilitazione.

Per questo ci impegniamo -nei limiti delle nostre possibilità- a tenere aperta una prospettiva di partecipazione, convocando nelle prossime settimane momenti di mobilitazione e assemblee di settore.

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