Rimosso il Direttore della Medicina del Sacco per aver criticato la Riforma sanitaria di Maroni

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La riforma sanitaria di regione Lombardia, voluta da Maroni e approvata nel 2015 comporta un ulteriore passaggio verso la privatizzazione della sanità. Ci sono in gioco soldi e interessi. Chi critica, va eliminato. Anche se è un ottimo medico, anche se dice cose giuste. Quindi la notizia della rimozione del Prof. Marco Cicardi, Direttore del Dipartimento di Medicina dell’Ospedale Sacco, non sorprende, ma deve ricordarci la necessità di riaffermare nei principi e nei fatti una sanità pubblica e gratuita, partecipata e fondata sulla prevenzione.

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#Lombardia, Medico critica riforma #Maroni e viene rimosso

articolo di Pierpaolo Farina, dal sito Qualcosa di Sinistra

«È innegabile che nel sistema siano nate delle eccellenze, ma queste faticano a sopravvivere all’interno del sistema, mentre le attività remunerative migrano verso il privato che si è sviluppato nel ventennio formigoniano». Si chiudeva così l’intervista al Corriere della Sera di Marco Cicardi, ordinario di medicina all’università degli Studi di Milano e dal marzo scorso Direttore del Dipartimento di Medicina dell’Ospedale Sacco, rilasciata lo scorso 18 agosto a commento della riforma della sanità varata in Lombardia da Roberto Maroni.

Il fulcro dell’intervista di Cicardi, annoverato tra i massimi esperti a livello internazionale di angioedema ereditario, girava attorno al giudizio sullo sviluppo del nuovo polo pediatrico dell’ospedale Buzzi, considerato non una priorità dato che la pediatria a Milano è già ben coperta da altri due ospedali (il San Paolo e il De Marchi), e ribadiva come una necessità, invece, la manutenzione dell’esistente. Parlando della situazione del Sacco, Cicardi denunciava che «i muri esterni del nostro padiglione sono scrostati e le infiltrazioni d’acqua in continuo aumento. Così come i bagni delle camere non hanno una doccia e da sempre non sono accessibili con la carrozzina. Dico lo stesso dei vetri che sono del 1930 e andrebbero sostituiti. La scorsa settimana durante i temporali uno si è frantumato a terra. Non ci sono stanziamenti per una manutenzione straordinaria in grado di rimediare al degrado, ma vengono destinati fondi per costruire nuove strutture che non si sa con quali soldi verranno attivate e mantenute».

 Ebbene, questa intervista è costata il posto al Professore, che dal 1° settembre è stato rimosso dal suo incarico con un decreto del Direttore Generale Alessandro Visconti. Proprio in riferimento all’intervista viene motivato il venir meno del rapporto fiduciario e si procede quindi alla revoca dell’incarico: «visto l’articolo, a firma di Luca Rinaldi, comparso in data 18.08.2016 sul quotidiano Corriere della Sera, nel quale il prof. Marco Cicardi, dipendente dell’Università degli Studi di Milano e incaricato, in forza di apposita convenzione, delle funzioni assistenziali di direzione universitaria di struttura complessa presso l’ASST Fatebenefratelli Sacco, senza alcuna preventiva informativa e/o comunicazione alla Direzione Generale, come previsto dal Codice di Comportamento aziendale, ha rilasciato, nella sua qualità di Direttore del Dipartimento di Medicina dell’ASST, una dichiarazione/intervista esprimendo aspre critiche nei confronti dell’ASST Fatebenefratelli e Oftalmico».

In realtà le aspre critiche erano rivolte alla riforma della sanità del Presidente della Regione Roberto Maroni ed erano anche costruttive (invece di investire nel nuovo, sistemate l’esistente che cade a pezzi, visto che in vent’anni di potere formigoniano si è sempre privilegiato il privato). Al di là della persona in questione, è accettabile che nel Sistema Sanitario Lombardo un professionista, luminare di fama internazionale, che è rimasto nel pubblico a operare e a fare ricerca, venga rimosso dal suo incarico perché si è limitato a denunciare quello che è sotto gli occhi di tutti per quanto riguarda lo stato di alcuni ospedali pubblici lombardi ed è critico nei confronti di un investimento regionale?

Cosa conta di più in Lombardia, l’interesse dei pazienti, nonché cittadini elettori che pagano le tasse, oppure l’interesse politico dell’attuale maggioranza? Probabilmente Roberto Maroni non c’entra nulla con questa rimozione, ma proprio perché getta più di un sospetto di un suo ruolo nella vicenda, a nostro avviso dovrebbe chiedere chiarimenti al Direttore Generale dell’ASST Fatebenefratelli Sacco e si dovrebbe impegnare davanti ai cittadini milanesi e lombardi per reintegrare nel suo ruolo il Prof. Cicardi. Non è un problema di persona, è un problema di metodo: nell’epoca di Formigoni i direttori sanitari e i posti dirigenziali nella sanità lombarda venivano decisi dalla vicinanza del soggetto a Comunione e Liberazione;Roberto Maroni dichiarò che sulla sanità sarebbe cambiata la musica e ha approvato questa riforma che avrebbe dovuto “archiviare” il modello formigoniano.

Dimostri a tutti che la musica è veramente cambiata e dia spiegazioni sulla rimozione del Prof. Cicardi. Altrimenti viene il dubbio che, come scrisse una volta Enzo Biagi, “In Italia mutano i suonatori ma la musica resta sempre la stessa“.