1° Marzo: l’appello dei lavoratori dell’accoglienza di Roma

Ala primo_marzo1Pubblichiamo il comunicato di A.L.A. – Assemblea dei lavoratori dell’Accoglienza di Roma, sullo sciopero del 1 marzo con presidio dalle 10.00 sotto la prefettura di Roma.

PRIMO MARZO: INCROCIAMO LE LOTTE, APRIAMO I CONFINI

La nostra lotta per cambiare l’accoglienza

Il primo marzo dal 2010 si celebra la giornata senza lavoro migrante. L’idea è nata in Francia, provando ad immaginare cosa succederebbe se un giorno all’improvviso tutti i lavoratori stranieri presenti nei vari territori, impiegati e sfruttati nei vari settori, avessero incrociato le braccia per 24 ore.

Quest’anno in varie città europee si scenderà in piazza per chiedere permesso di soggiorno e diritti per tutti i lavoratori e le lavoratici, libertà di circolare e vivere nei territori. A Roma il primo marzo si legherà strettamente alla tematica internazionale, nell’ottica di lotta a un’idea di fortezza Europa escludente, securitaria e xenofoba e alle questioni di lavoro, in particolare del lavoro nell’accoglienza. In una città come questa, in cui l’emergenza sociale, abitativa e occupazionale aumentano di giorno in giorno, crediamo che parlare di accoglienza abbia un’enorme importanza: parliamo di diritti delle persone migranti a vivere i territori, ad essere riconosciuti come pezzi di essi, ad autodeterminarsi e decidere della propria vita e parliamo dei diritti dei lavoratori sfruttati dalle cooperative nei centri di accoglienza, costretti a fare i guardiani, a essere ingranaggi muti di un sistema di profitto, a non avere voce in capitolo. Parliamo del modo di amministrare la città e dei modi di vivere i suoi spazi da parte di tutti, stranieri e autoctoni; del sistema di profitto che esiste per arricchire le cooperative gestori dei centri e che crea disagio, emarginazione, esclusione e quasi mai autonomia e inclusione.

L’accoglienza la fanno i territori, le persone, i lavoratori, nei confronti di altre persone e di altri lavoratori, sfruttati in altri ambiti. Nella giornata del primo marzo la nostra lotta si lega strettamente alle mobilitazioni di lavoratori migranti in altri luoghi d’Italia, che hanno deciso di ribellarsi allo sfruttamento nelle campagne o nei magazzini della logistica. Vogliamo mettere al centro la lotta allo sfruttamento di tutti i lavoratori, italiani e stranieri, nei diversi settori. Come sappiamo, inoltre, i centri di accoglienza, in varie zone d’Italia, costituiscono delle zone di limbo, di parcheggio per le persone che poi diventano manodopera sfruttabile nel mercato nero: un meccanismo perfetto al servizio del capitale.

A queste logiche ci opponiamo, e la nostra accoglienza vogliamo riscriverla da zero, insieme a chi vive nei centri. Lo sfruttamento del lavoro degli operatori sociali, la gestione emergenziale a scopo di lucro e l’idea che lavorare nel sociale sia assimilabile al volontariato, hanno effetti diretti e devastanti sui servizi forniti nei centri, sui percorsi di inclusione e di autonomia, sulla possibilità di autodeterminarsi. Per questo la lotta per i diritti dei lavoratori e per quelli dei migranti che vivono nei centri non possono essere separate.

 Il Primo Marzo saremo in piazza Santi Apostoli, sotto la prefettura di Roma, per opporci alle logiche di profitto del sistema di accoglienza romano e nazionale, e pretendere il rispetto dei nostri diritti di lavoratori, di quelli dei migranti, per una questione che riguarda l’intera città, e non solo chi vive nei quartieri periferici. Per sostenere la vertenza dei lavoratori e delle lavoratrici di Un sorriso, che hanno alzato la testa contro la mala gestione e lo sfruttamento di una cooperativa come molte altre esistono in città, per sostenere la lotta silenziosa di quei lavoratori che troppo spesso si sentono soli, subiscono mobbing e minacce per il fatto di non voler essere complici di questo sistema. Per stare al fianco di tutti i lavoratori in crisi che subiscono le conseguenze dell’esternalizzazione, del tagli al sociale, di una gestione securitaria e militarizzata degli spazi cittadini. Al prefetto chiederemo assunzione di responsabilità nei confronti dei lavoratori, tutela dei posti di lavoro e cambiamento dei criteri di accesso ai bandi per le cooperative.

Come Assemblea dei Lavoratori dell’Accoglienza di Roma facciamo appello a tutti gli operatori sociali che lavorano nei centri d’accoglienza a vari livelli in Italia perché questa giornata diventi l’inizio di una nuova stagione di lotte, perché si crei una rete nazionale di lavoratori di questo settore che rivendichi con forza i propri diritti e riscriva da zero il modello di accoglienza in ogni città.

Cambiare il sistema di accoglienza è possibile solo partendo dall’interno, dalle contraddizioni che lavoratori e migranti possono far esplodere.

ESCI DALL’ISOLAMENTO E UNISCITI ALLA NOSTRA LOTTA!

Roma, Martedì 1 Marzo h 10:00 presidio sotto la Prefettura, Piazza Santi Apostoli

h 18:00 Piazza Vittorio, microfono aperto e musica contro confini e frontiere

La nostra voce è più forte dei loro muri!

Per info: Facebook Ala Roma infoala@autistici.org

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