Avvelenati 22 pozzi nel Casertano intorno allo stabilimento Nokia

inquinamentoacqua2La Procura ha ipotizzato i reati di corruzione o contraffazione di acque o di sostanze destinate all’alimentazione. Le analisi effettuate dall’Arpac su vari pozzi presenti nella zona evidenziavano infatti la presenza di solventi organici aromatici e idrocarburi clorurati nelle acque di falda, molto superiori alla soglia di contaminazione. È stata cioè rinvenuta un’alta concentrazione, oltre i limiti di legge, di “tetracloroetilene”, sostanza cancerogena per l’uomo.

Articolo di Valeria Chianese, da L’avvenire del 3 ottobre 2015

Ancora un disastro ambientale nel Casertano, precisamente a Marcianise, dove i carabinieri hanno posto sotto sequestro 22 pozzi nell’area vicina allo stabilimento Nokia Solution and Network spa, ex Siemens Mobile Communication; fino ad un anno fa il sito era occupato dalla Jabil, che si è poi trasferita. I pozzi sequestrati costituiscono l’unica fonte di approvvigionamento idrico per numerose abitazioni prive di allacciamento alla rete pubblica e spesso abusive; la falda inoltre copre una distanza di circa 15 chilometri attraversando numerosi Comuni del Medio e del Basso Casertano, da Gricignano d’Aversa a Castel Volturno. Il provvedimento di sequestro preventivo emesso dal gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere è scaturito dalla trasmissione alla Procura locale di alcune relazioni tecniche dell’Arpac, effettuate nel secondo semestre del 2014, che segnalavano l’esistenza di fenomeni di contaminazione da composti organici clorurati nelle acque sotterranee nella zona Airola del Comune di Marcianise, in prossimità dello stabilimento.

In particolare, le analisi effettuate dall’Arpac su vari pozzi presenti nella zona evidenziavano la presenza di solventi organici aromatici e idrocarburi clorurati nelle acque di falda, molto superiori alla soglia di contaminazione. È stata cioè rinvenuta un’alta concentrazione, oltre i limiti di legge, di “tetracloroetilene”, sostanza cancerogena per l’uomo – causa di tumori al fegato, ai reni, all’utero, alla pelle – usata per scopi industriali come solvente o sgrassatore. Una presenza, fanno notare gli inquirenti, necessariamente riconducibile ad attività di origine umana, e in particolare all’attività dello stabilimento di telecomunicazioni, che per la Procura sarebbe una delle cause di contaminazione, sebbene le indagini proseguano per accertare l’eventuale presenza anche di altri fonti di inquinamento. Già nel 2002, ricorda il procuratore Maria Antonietta Troncone, «i responsabili dell’attività avevano comunicato la riscontrata contaminazione da composti organoclorurati nella falda idrica» e nel 2006 «era stato redatto dall’Istituto Geotecnico Italiano, su incarico della Nokia, il “Progetto di bonifica delle acque sotterranee dello stabilimento Siemens spa di Marcianise”».

Nel corso delle indagini si è verificato se la contaminazione si fosse propagata, dallo stabilimento a valle, nel periodo della realizzazione della barriera e si è accertata la possibile migrazione della contaminazione alla falda. Gli ulteriori prelievi e analisi di acque nei pozzi «hanno confermato la presenza di composti organoclorurati e, in particolare, di tetracloroetilene, in numerosi campioni di acqua prelevata». I dati, ha concluso il procuratore, «appaiono essere particolarmente significativi, atteso che molti di questi pozzi oggetto di analisi servono abitazioni private abusive, non allacciate, pertanto, alla rete idrica comunale e quindi non approvvigionate se non da acqua proveniente dagli stessi pozzi». La Procura ha ipotizzato i reati di corruzione o contraffazione di acque o di sostanze destinate all’alimentazione.

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