Gkn 5 anni dai 429 licenziamenti non solo un presidio ma un tentativo che prosegue alla ricerca di un’alternativa. La esperienza di EX GKN è stata un’indicazione per reinventare le lotte e il modo fare sindacalismo?
Un saluto e un pensiero va a chi dei 429 ha dovuto cercare in altre realtà il modo di continuare la vita. Probabilmente non hanno trovato le stesse modalità di coinvolgimento democratiche per difendere e migliorare le condizioni di lavoro.
La esperienza di ex GKN che provenendo dalla ex FIAT, ha visto nel tempo non solo il Consiglio di Fabbrica eletto ai tempi su scheda bianca. La RSU (Rappresentanza Sindacale Unitaria) ha avuto in affiancamento i delegati di reparto (simile al gruppo omogeneo). Il Collettivo, insieme alle assemblee dei lavoratori, ha consentito e costituito la spina dorsale dei risultati e della possibilità di dare continuità alle lotte.
Le basi di questa lotta, di questa resistenza non sono solo nelle forme democratiche ma è stato il non farsi bastare il “c’è quel che c’è”. C’è stata la ricerca (non solo dei lavoratori e che ha coinvolto solidali e tecnici) di nuove strade che recuperando un punto della Costituzione, gli spunti della vecchia legge “Marcora” ha tentato di portare avanti una proposta di impresa sociale e ambientale anche con nuove leggi.
La lotta con la solidarietà che c’è stata ha prodotto anche risultati utili ad altri lavoratori e fabbriche come la legge che prevede fino a sei mesi per la verifica delle delocalizzazioni invece che i soliti 75 giorni della procedura dei licenziamenti collettivi e altre possibilità.
Il sindacato SIAL-Cobas continuerà a sostenere a tutti i livelli le iniziative degli ex GKN.
5 anni di ex GKN, 50 anni dal “crimine di pace della Icmesa di Seveso” per i lavoratori le condizioni non sono migliorate.
Ex GKN ha tenuto aperto uno spiraglio, ha dimostrato che senza rincorrere solo gli ammortizzatori sociali si può cercare un’alternativa.
Sul piano della sicurezza e della salute nonostante la direttiva Seveso la conta dei morti, degli infortuni e delle malattie professionali sono sempre troppo alte.
La ricerca delle migliori condizioni di salario, di lavoro non possono non continuare cercando strade nuove (aziende produttive non capitaliste?) e vecchie come la riduzione dell’orario di lavoro attraverso la redistribuzione fra tutti/e del lavoro esistente (non nocivo e ambientalmente sostenibile), la lotta contro la precarietà e il superamento delle discriminazioni.
Il tentativo di costruire una rete intersindacale può produrre alcuni risultati: il 12 giugno ADL-Cobas, Clap, Cobas lavoro privato e SIAL-Cobas hanno chiamato ad un primo sciopero i tanti lavoratori e lavoratrici che svolgono un servizio pubblico ma con sub-contratti peggiori in appalto o altre forme più precarie. Il prossimo 9 ottobre potrà esserci un’altra giornata di lotta per la internalizzazione e/o l’applicazione delle condizioni dei lavoratori pubblici. E sono solo i primi passi.
Le lotte promosse e sostenute dal sindacato SUDD, qui vicino a Prato, si svolgono molte volte in realtà senza diritti sindacali minimi (al di sotto dei 15 dipendenti) e ciononostante la necessità di orari di lavoro umani, salari adeguati e come il pagamento della malattia al 100% dei primi 3 giorni rendono evidente la possibilità della lotta e del ritorno a condizioni migliori.
Un appello e una domanda ai solidali individuali e collettivi. ??
?? Per quanto possibile ognuno/a può provare nel suo luogo di lavoro a far partire una sindacalizzazione che rimetta al centro le condizioni dei lavoratori e non l’accettazione della linea sindacale di accompagnamento delle ristrutturazioni e di utilizzo di indicatori di indicizzazione spuntati come l’IPCA senza i beni energetici che applicati ai salari portano ad una costante e permanente svalutazione del salario reale.
Reinventare le lotte, il modo di fare sindacato fare rete sui contenuti per cambiare in meglio il futuro.
Un commento finale e un rischio che può diventare concreto: la ex GKN in 5 anni non ha ancora aperto una società funzionante.
E’ in arrivo 28° regime EU INC una legge che consentirebbe se approvata di aprire nei 27 paesi dell’Europa una società in 48 ore e con soli 100 euro di capitali.
Non c’è il tempo qui per approfondire i rischi che ciò comporterà ma a 25 anni dal G8 di Genova abbiamo la necessità di capire come contrastare questa scelta.
Grazie a GKN cercheremo di continuare a fare la nostra parte



