Francia: 24 ottobre in piazza

Almeno 800.000 persone in piazza nonostante i divieti: bisogna rispondere alle rivendicazioni!

Dopo una settimana, trascorsa ad alimentare le paure, con annunci sul dispiegamento dell’esercito, delle unità anticrimine, del RAID e di altri dispositivi repressivi destinati a «colpire» i manifestanti, la repressione poliziesca ha funzionato ancora una volta a pieno regime, con l’impiego di armi che provocano mutilazioni e arresti arbitrari.

Ma il risultato è inequivocabile: non si può rispondere alla rabbia popolare con la repressione.

Il dato nazionale relativo ai partecipanti alle manifestazioni va valutato tenendo conto dei divieti di manifestazione imposti in decine di città. Là dove le manifestazioni hanno potuto svolgersi, anche sfidando i divieti, la partecipazione è stata estremamente elevata.

Nella sola Parigi, 250.000 persone sono scese in piazza, nonostante il cambiamento dell’itinerario imposto all’ultimo momento dalla prefettura.

A Orléans, 26.000 persone hanno manifestato contro il Rassemblement National e a favore di un progetto di società che promuova il progresso sociale.

Scendendo in piazza in massa, nonostante le minacce e i divieti, le manifestanti e i manifestanti hanno dimostrato anche la propria determinazione a difendere le libertà pubbliche.

È ormai evidente che misure di restrizione delle libertà senza precedenti non riusciranno a soffocare le aspirazioni a un cambiamento profondo della società.

Ora bisogna rispondere alle rivendicazioni per il diritto a un’istruzione migliore e contro il caro vita.

L’Unione sindacale Solidaires invita a proseguire e ad ampliare la mobilitazione nella prossima settimana, in particolare sabato 31 ottobre.

Invita inoltre a organizzare assemblee in tutti i luoghi di lavoro per costruire lo sciopero del 5 novembre e compiere un ulteriore salto di qualità nei rapporti di forza.