La sicurezza dei lavoratori continua ad essere sacrificata per aumentare i profitti

Con la morte cerebrale del quarto operaio della Lamina, Giancarlo Barbieri di 62 anni, si aggrava il bilancio della “tragedia sul lavoro” consumatasi martedì 16 gennaio a Milano in zona Greco.

Restano altri due operai intossicati in condizioni critiche, ma non in pericolo di vita ed un vigile del fuoco, il primo dei soccorritori accorso sul posto, ancora ricoverato in ospedale.

Si tratta della tragedia più grave avvenuta in un luogo di lavoro nella città di Milano da molti anni a questa parte.

Non è un caso isolato, tanto è vero che nello stesso giorno a Torino – e oggi in altro luogo – sono avvenuti altri due episodi mortali.

Nel 2017 gli infortuni mortali sul lavoro sono aumentati del 5,2%,in Lombardia dal gennaio al novembre 2017 sono 127 i lavoratori “caduti” sul luogo di lavoro.

Tutto ciò non avviene per caso. Nella crisi come nella ripresa i padroni cercano di aumentare i loro margini di profitto. Questo avviene a spese dei lavoratori anche sul piano della sicurezza nei luoghi di lavoro. Le aziende , se non sono costrette dall’iniziativa dei lavoratori, tendono a comprimere tutti i costi, compreso quello sulle manutenzioni e sulla messa in sicurezza dell’ambiente di lavoro.

La legislazione a protezione dei lavoratori esiste, ma spesso è inapplicata e i governi che si succedono uno all’altro cercano di modificarla non in un senso favorevole alla tutela della salute nei luoghi di lavoro.

Occorre riprendere una iniziativa generale sulle condizioni di lavoro che garantisca insieme a diritti, salario, occupazione anche la salute sui luoghi di lavoro.

Esprimiamo tutta la nostra solidarietà alle famiglie dei lavoratori deceduti e a quelli ancora ricoverati in ospedale. Sosteniamo i loro compagni di lavoro nella ricerca di quella verità e di quella giustizia che gli è dovuta.

Partecipiamo a tutte le iniziative promosse da diverse OO.Ss in questi giorni, sperando che l’iniziativa non sia di carattere simbolico o di testimonianza, ma riesca ad aprire un percorso di mobilitazione efficace e durevole nel tempo su questo terreno cruciale, perché finalmente si possa dire, sul serio “ Non deve più accadere che si esca per andare al lavoro e a fine giornata ci si ritrovi all’obitorio”

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