4 giugno: manifestazione di solidarietà con gli scioperi in Francia e contro le “riforme del lavoro” regressive


on va mieux que ca Francia 2I governi che sostengono i profitti di padroni e multinazionali ci vogliono rubare la vita.

Vogliamo di meglio, ci spetta di meglio!    #OnVaMieuxQueCa!

La Loi Travail, il Jobs Act, la Loi Peeters sono figlie delle politiche di austerità europea e rispondono a uno stesso disegno: flessibilità d’orario e di turni, contratti precari o falsamente stabili (come il contratto a tutele crescenti), compressione dei salari, aumento dell’orario, lavoro nei festivi e nel week end, svuotamento dei contratti nazionali di categoria.

Qui il volantino scritto dall’Union Syndicale Solidaires

MANIFESTAZIONE IL 4 GIUGNO IN SOLIDARIETA’ E SOSTEGNO AGLI SCIOPERI IN FRANCIA

Ritrovo ore 14 PIAZZA DELLA REPUBBLICA – MILANO

Sial Cobas sarà alla manifestazione di SABATO 4 GIUGNO, in solidarietà e sostegno ai lavoratori, disoccupati, giovani precari e studenti in lotta per il ritiro del progetto di legge Loi Travail, che stravolge nel suo significato più profondo il Codice del Lavoro Francese. In particolare, l’articolo 2 del testo prevede la cancellazione della “gerarchia delle norme”: questo significa che la contrattazione aziendale avrà la priorità sia sulle leggi contenute nel Codice del Lavoro, che sugli accordi nazionali di categoria. Si potrà quindi derogare a livello aziendale a molte norme che hanno rappresentato tutele e passi avanti per i lavoratori come le 35 ore.

Tutto questo non accade solo in Francia: la trattativa per il rinnovo del contratto dei metalmeccanici qui in Italia va nella stessa direzione. Volendo imporre il salario minimo di garanzia (ossia la soglia sotto la quale non si può andare come stipendio di un metalmeccanico) e non un aumento salariale per tutti, Federmeccanica vuole spogliare il contratto nazionale di qualsiasi contenuto salariale e aumentare la flessibilità. Per contrastare questa ipotesi occorre contribuire alla riuscita dello sciopero del 9 giugno, ma anche tornare a discutere con i lavoratori di quali proposte  avanzare nel confronto-scontro con Federmeccanica. Se poi aggiungiamo che il Jobs Act ha cancellato quello che rimaneva dell’articolo 18 e che la Loi Travail rende più facili anche i licenziamenti economici, vediamo che il disegno della commissione europea, della Banca Centrale e delle Confindustrie nazionali è lo stesso! Rendere sempre più deboli i lavoratori e lasciare alle negoziazioni aziendali la determinazione delle condizioni di lavoro! Ma con i contratti precari e la libertà di licenziare sarà sempre più difficile opporsi nelle singole aziende alla volontà padronale! Queste “riforme del lavoro” sono un attacco alla possibilità stessa di migliorare le condizioni dei lavoratori e di fare liberamente sindacato!

C’è poi un altro aspetto che emerge da queste riforme del lavoro e che hanno ben evidenziato i lavoratori belgi scendendo in piazza in queste ultime due settimane: vogliono aumentare i profitti per le imprese tagliando il costo del lavoro e soprattutto disponendo a piacimento dei lavoratori perché siano funzionali alla massimizzazione della produzione. La Loi Peeters, ovvero la Riforma del Lavoro attualmente in discussione in Belgio, porta la settimana lavorativa a 45 ore (anziché le attuali 38), e la durata di lavoro giornaliera fino a un massimo di 11! Prevede una più facile imposizione dello straordinario, del lavoro serale, notturno e nei week end; la comunicazione dei turni e degli orari settimanali con un anticipo di sole 24 ore. Stesse cose prevede la Loi Travail, mentre in Italia assistiamo, dopo una timida ripresa dei contratti a tempo indeterminato (ma senza articolo 18) per via degli incentivi alle imprese, ad un aumento impressionante dei voucher come metodo di pagamento dei lavoratori. Che significa non avere nemmeno un rapporto di lavoro: significa essere letteralmente lavoratori a chiamata, sempre disponibili sul mercato a qualsiasi orario e condizione!

Il 14 giugno in Francia ci sarà la nona mobilitazione nazionale convocata unitariamente da un coordinamento intersindacale. La convergenza delle lotte e’ fondamentale per bloccare l’economia e fare una reale pressione sul governo: anche in Italia sarebbe necessario partire dai contenuti per costruire iniziative larghe e condivise!

I governi che sostengono i profitti di padroni e multinazionali ci vogliono rubare la vita. Vogliamo di meglio, ci spetta di meglio. Imponiamo le nostre esigenze: 

Redistribuzione del lavoro con la riduzione dell’orario a parità di salario!

Perché le lotte portino non solo al rifiuto di queste nefande riforme del lavoro ma anche all’imposizione di nuove tutele conseguenti alle trasformazioni avvenute nella produzione e nel contesto sociale.

Proseguiamo questa mobilitazione ritrovandoci per organizzare nuove azioni in vista della grande mobilitazione del 14 giugno in Francia

appuntamento: #nuitdebout a milano, il 5 giugno dalle 20 in piazza XXIV Maggio

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