Le organizzazioni affiliate alla Rete sindacale internazionale di solidarietà e lotta sostengono e diffondono l’appello alla mobilitazione popolare lanciato dai sindacati venezuelani firmatari del testo unitario del 17 dicembre.
Il 2 febbraio, i sindacati venezuelani invitano a riunirsi per sostenere la richiesta che sarà presentata alla Corte Suprema di Giustizia per esigere il rispetto dell’articolo 91 della Costituzione: infatti, sono tre anni che gli stipendi non vengono rivalutati! Chiedono inoltre che i “buoni” aleatori che integrano i salari da fame (meno di 3 euro al mese) siano integrati nel salario reale.
Inoltre, il Comitato per i diritti umani per la difesa dei pensionati, dei pensionati e degli anziani esorta a “continuare la lotta per i diritti economici e sociali” e aggiunge: “Non è il momento di tirarsi indietro, né di vivere di leggende o illusioni esterne. La democrazia, la libertà, il benessere dipendono da noi! Lasciamoci la paura alle spalle e salviamo la patria!»
I compagni del Comitato nazionale di conflitto dei lavoratori in lotta accolgono con favore l’annuncio di una legge di amnistia, che rappresenta una prima conquista per coloro che da anni lottano per il rispetto dei diritti democratici e contro la repressione. Sono stati liberati 367 prigionieri, alcuni dei quali erano privati della libertà da 4 o 5 anni, ma ne restano ancora circa 700. Le famiglie dei prigionieri politici continuano a manifestare davanti alle carceri.
31 gennaio 2026

