26 ottobre 2018: sciopero degli educatori/trici della cooperativa sociale Aeris di Vimercate

26 ottobre 2018 

SCIOPERO delle lavoratrici e dei lavoratori AERIS

presidio ore 9,30 p.zza Marconi @ VIMERCATE

Venerdì 26 ottobre come lavoratrici e lavoratori Aeris sciopereremo e diamo appuntamento sotto la sede di Offerta Sociale a Vimercate in p.zza Marconi, come luogo simbolico, in quanto sede del nostro Committente. Protesteremo contro il sistema di controllo imposto nell’ultimo bando e per reclamare più diritti e migliori condizioni di lavoro e dei servizi. Andiamo davanti a Offerta Sociale che rappresenta 29 Comuni e cioè anche Voi. Siamo educatori ed operatori che lavorano per i Servizi Sociali, nelle scuole e in altri luoghi: affianchiamo persone disabili o in stato di difficoltà sulla base di progetti finanziati dai singoli Comuni. Il bando in corso di Offerta Sociale ci ha richiesto (sul servizio della scolastica) un inutile sistema di controllo (Vitaever) che riteniamo leda la nostra dignità, contrasti con il buon senso e forse anche con alcune leggi. La timbratura in diretta tramite cellulare per ogni intervento su ogni utente (in origine era prevista anche la geolocalizzazione, poi sospesa) è una perdita di tempo per l’operatore e non tiene conto del fatto che a scuola la presenza è già segnalata e si è già abbondantemente sorvegliati in altri modi; scarica inoltre per l’ennesima volta sull’operatore un lavoro che dovrebbero fare altri, carica inutilmente online dati sensibili degli utenti. L’ossessione del controllo dei minuti si è tradotta in un’inutile spesa di soldi pubblici che avrebbero potuto colmare parte delle grosse mancanze di investimenti dei Servizi negli ultimi anni. Ricorda i braccialetti di Amazon che monitorano i movimenti, o l’ipotesi di timbratura e identificazione dei dipendenti pubblici con le impronte digitali: ma la qualità del lavoro interessa a qualcuno? Siamo una categoria professionale sufficientemente sfruttata e malpagata, il nostro salario è basso e spesso siamo sovramansionati rispetto all’inquadramento riconosciuto: chi di noi ha la qualifica, salvo rare eccezioni, non è comunque inquadrato in D2 come previsto dal Contratto Nazionale. Il nostro Contratto Nazionale è in scadenza e meriterebbe una mobilitazione degli operatori perché possa risolversi con qualche acquisizione sostanziale. La legge Iori che obbliga alla qualifica come Educatori Professionali, a proprie spese e retroattivamente, persone che fanno questo lavoro da oltre dieci anni non garantisce nessun cambio contrattuale e salariale. Una legge ingiusta e frettolosa che nonostante nomini alcune garanzie sul mantenimento dei posti di lavoro, non crea le condizioni perché queste garanzie vengano rispettate. Il nostro è, inoltre, un lavoro che richiede sempre più competenze, studi, approfondimenti; un lavoro appassionante, ma difficile, che ha a che fare con le persone e con le loro capacità e possibilità di inclusione, di autodeterminazione e di percorsi di vita soddisfacenti. Ha a che fare con le comunità che abitiamo, con il benessere comune. Anche per questo meriterebbe un valore ed un riconoscimento maggiore: i nostri diritti e il nostro riconoscimento professionale viaggiano di pari passo ai diritti e al riconoscimento delle persone che affianchiamo. L’”eccellenza” del Welfare dei nostri territori non si misura con le app che contano i minuti e ci costringono a timbrare, come succede ad alcuni, 8 volte al giorno: si misura nella vita, nei percorsi che costruiamo, nelle fatiche quotidiane sul campo. Vorremmo essere controllati sulla qualità, non sulla quantità, sui valori civili che siamo in grado di mettere in pratica con le persone, nei luoghi, con le reti (Scuole, Servizi, tecnici, terapisti) che costruiamo faticosamente tutti i giorni. Si misura, per fare degli esempi, con il riconoscimento delle nostre ore indirette (nessuno può pensare che si possa affiancare un bimbo con disabilità improvvisando e lavorando solo le ore “dirette”) oppure con la volontà di cambiare il nostro protocollo operativo che ci costringe a stare a casa dal lavoro (perdendo ore di lavoro) quando il nostro utente è assente da più di due giorni. Linkiamo la piattaforma delle Rete Operatori Sociali sui temi del contratto e della Legge Iori, alla cui stesura abbiamo partecipato direttamente. Anche la Rete Operatori si mobiliterà nelle varie città. http://operatorisociali.noblogs.org

Nessun diritto è stato mai acquisito se non attraverso percorsi di solidarietà, unione fra lavoratrici e lavoratori e con iniziative di lotta: può essere questo un momento speciale di mobilitazione e di unione della nostra categoria? Invitiamo educatrici ed educatori di altre cooperative di questo territorio ad unirsi a noi in presidio, avendo diritto ad utilizzare la giornata di sciopero generale del 26, scelta da noi in due Assemblee.

Assemblea dei lavoratori Aeris e Rsa Sial Cobas Cooperativa Aeris

(mail: rsasialcobascoopaeris@gmail.com operatoriaeris@gmail.com)

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