Sciopero delle cameriere del Grand Hotel et De Milan, dipendenti dell’IVH Srl

Comunicato di proclamazione dello stato d’agitazione e dello sciopero delle lavoratrici dell’IVH Srl in servizio presso il Grand Hotel et De Milan, di via Manzoni 29 a Milano:

Le cameriere ai piani del Grand Hotel et de Milan di via Manzoni, storico albergo milanese a due passi dal Teatro alla Scala e dal quadrilatero della moda, sono entrate in stato di agitazione e con il sindacato Sial Cobas hanno proclamato sciopero dalle ore 10 di venerdì 23 febbraio fino a fine turno, proprio al culmine della settimana della moda donna. L’Hotel dove soggiornò e morì il compositore Giuseppe Verdi è infatti oggi un punto di riferimento per chi viene a Milano per seguire gli eventi della moda milanese. E così anche le cameriere in presidio davanti all’hotel hanno deciso di fare una sfilata, portando però in passerella le loro rivendicazioni. Sono intervenute al presidio in sostegno delle lavoratrici anche una diecina di attiviste di Non Una Di Meno.

Da quando, nel 2011, il Grand Hotel et De Milan ha deciso di esternalizzare le cameriere che si occupano della pulizia delle camere – alcune delle quali erano sue dipendenti da quasi vent’anni – per le lavoratrici sono cominciati i guai. In sette anni hanno cambiato sei “datori di lavoro”: si trattava essenzialmente di cooperative che chiudevano e riaprivano cambiando di nome, ma tutte facenti riferimento alla Global Outsourcing. Le penultime due cooperative – la Five e la Misia – non hanno pagato la liquidazione e l’ultimo stipendio. Per delle lavoratrici che guadagnano poco più di mille euro al mese questo significa far saltare il bilancio familiare: chi ha avuto difficoltà col mutuo e si è dovuta indebitare, chi non è riuscita a pagare l’affitto e ha ricevuto lo sfratto (come Nancy, ancora in cerca di una sistemazione per sé, il figlio e la nipotina da poco avuta in affido, tutti a carico suo). E tutto questo succede alle lavoratrici di un albergo di lusso, dove soggiornare una notte può costare dai 500 ai 1500 euro…
 
Da dicembre 2016 è subentrata una società, la IVH Spa, ma le cose non sono andate meglio.
Durante un incontro sindacale con la direzione dell’Hotel e il presidente di IVH Srl sono stati mostrati scambi di e-mail da cui si evince la solita contrattazione al ribasso nell’assegnazione dell’appalto. Da parte della committenza si parla di 8 camere da fare in 8 ore. L’appaltatore ne assegna abitualmente 10-12. In ogni caso, il contratto prevede che le cameriere siano pagate ad ore lavorate e non a camere, altrimenti è cottimo ed è proibito dalla legge. Quello che accade però è proprio questo: le lavoratrici lavorano sotto pressione per finire tutte le camere che vengono loro giornalmente assegnate. Siccome nessuna riesce a stare a questi ritmi, le governanti (sia quelle dell’Hotel che quelle della società appaltatrice IVH) pretendono che si fermino oltre l’orario di lavoro per finire le camere mancanti, pena il taglio dello stipendio: in un anno di gestione IVH nessuna ha mai trovato in busta paga quanto previsto nel contratto di assunzione. Manca talvolta addirittura un terzo dello stipendio!
Tutto questo succede perché sono aumentati i carichi di lavoro: le camere sono state, nel corso di quest’ultimo anno, “arricchite” di nuovi servizi ed arredi; c’è molto più lavoro da svolgere e serve più tempo.
Inoltre, da anni è stata tolta la figura del facchino ai piani, che nella maggior parte degli hotel svolge i lavori più pesanti di pulizia degli spazi comuni. Questo lavoro oggi grava sulle cameriere e con questi ritmi si sono già verificati tre infortuni. Nel tempo sono stati tolti anche i carrelli, costringendo le lavoratrici a trasportare a mano lenzuola, coperte e amenities varie dalle camere ai magazzini (i carrelli sono stati promessi dalla direzione dell’albergo. Li stiamo ancora attendendo).
 
Come sindacato abbiamo denunciato la presenza di fattori di rischio organizzativo e di stress lavoro correlato.
Le lavoratrici sono arrabbiate per essere trattate senza rispetto e per veder calpestati i loro basilari diritti come quello della certezza della paga. Sono preoccupate per la loro salute: ben sei su quattordici presentano patologie muscolo-scheletriche. Molte soffrono d’ansia e di insonnia per i problemi che vivono sul luogo di lavoro e che si portano anche a casa.
A peggiorare la situazione è giunta da poco notizia che la proprietà dell’albergo,ISTITUTO MOBILIARE LOMBARDO SPA, non rinnoverà la concessione della gestione a Vega Spa. Non si hanno ancora informazioni certe su chi potrebbe subentrare nella gestione, se intenderà continuare l’attività o interromperla per ristrutturare lo stabile e quale sarà il futuro dei suoi dipendenti e delle cameriere esternalizzate.
 
Abbiamo firmato un accordo con IVH e abbiamo esposto i problemi avanzando richieste dettagliate, ma, a parte la promessa di reintrodurre i carrelli, è stato concesso solo un parziale pagamento degli ammanchi effettuato, guarda caso, proprio alla vigilia delle sciopero! Non è stata accolta nemmeno la richiesta di pause concordate per permettere alle lavoratrici di tirare il fiato senza temere di ricevere un reclamo!
 
Come sindacato che segue con particolare attenzione le tante situazioni inique che si trovano ad affrontare le donne sui luoghi di lavoro abbiamo deciso di sostenere in tutti i modi possibili le lavoratrici e la loro volontà di fare sciopero.
 
Lo sciopero delle cameriere del Grand Hotel et de Milan rientra appieno nelle rivendicazioni che il movimento Non Una Di Meno avanza per la giornata dell’8 marzo, che sarà anche quest’anno sciopero globale delle donne contro la violenza maschile, la violenza economica, il patriarcato, il sessismo e tutte le forme di dominio e sfruttamento, a cominciare da quelle sui luoghi di lavoro.
In questo caso denunciamo le conseguenze nefaste delle esternalizzazioni, che in gran parte dei casi non sono per nulla dettate da necessità organizzative quanto piuttosto dalla volontà di aumentare i profitti tagliando salario, garanzie e diritti ai lavoratori interessati.
Sial Cobas
Milano 23 febbraio 2018

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