Sial Cobas: Sciopero, scioperi!?!

Sciopero, scioperi!?!

Ce n’è un gran bisogno! Senza lotte non cambierà nulla.

L’elenco dei motivi per cui si dovrebbe scioperare è lungo.

Salari, pensioni, precarietà, disoccupazione, salute, sicurezza, ambiente, democrazia, spese militari. E sono solo alcuni degli argomenti per cui le condizioni per i lavoratori sono in continuo peggioramento.

In Italia la ricchezza c’è: l’1% più ricco possiede il 25% della ricchezza nazionale.

Nel mondo i primi 8 paperoni hanno a disposizione l’equivalente di quel che hanno 3,6 miliardi di persone più povere.

Per la sanità il governo va riducendo la spesa sotto il 6,5% e ciò significa andare al di sotto della qualità e dell’accesso alle cure previsto dalla Organizzazione Mondiale della Sanità e comporterà una riduzione dell’aspettativa di vita.

Aumenti contrattuali: poco o niente (ai dipendenti metalmeccanici neanche due euro al mese); in genere il “rinnovamento” dei contratti ha portato più welfare (di fatto una elusione contributiva e fiscale per un netto in busta paga da spendere … “dove” decidono loro) e più soldi ai fondi pensione e “sanitari”. In Italia ci sono 160 tavoli di crisi aziendale (tra queste Ilva e Alitalia) che comporteranno migliaia di posti lavoro tagliati. Le risposte che servono quali sono? I sindacati non mancano: i soliti CGIL, CISL e UIL accompagnano le scelte del governo con qualche correzione, (ad esempio, giusto per creare altre divisioni, le donne che hanno partorito dovrebbero andare in pensione prima delle altre).

I cosiddetti sindacati di base hanno scelto di fare lo sciopero in due giorni differenti: infatti sono proclamate due giornate di sciopero generale per il 27 ottobre (vedi CUB e altri) e per il 10 novembre (vedi USB e altri).

ADL Cobas propone ai lavoratori del privato di partecipare alla prima giornata e ai lavoratori del pubblico impiego alla seconda giornata (http://www.adlcobas.it/A-proposito-dell-assemblea-di-Milano-del-23-Settembre-e-delle-decisioni-prese.html ).

E’ evidente che molti utilizzeranno queste giornate per protestare e far sentire la loro voce e noi sosteniamo le iniziative di lotta. Altri non faranno né uno né l’altro.

Quel che manca è la volontà di far decidere ai lavoratori e alle lavoratrici. Infatti è chiaro che non basta la dichiarazione di sciopero generale perché diventi un vero sciopero generale. Potranno essere due giornate nazionali di protesta importanti? Dipende dal fatto che ognuno nel proprio luogo di lavoro decida se partecipare e che vengano preparate coinvolgendo tutti con la propaganda e verificandone la fattibilità. In alcuni casi ai motivi generali si aggiungeranno motivi aziendali e particolari. In altre aziende potrà essere utile anche lo sciopero di testimonianza..

Resta l’amaro in bocca per la mancata proclamazione nella stessa giornata, che avrebbe dato un po’ più di forza. L’unità dei lavoratori e delle lavoratrici è decisiva per la riuscita e perché solo i rapporti di forza portano alle conquiste positive.

Purtroppo i problemi non mancano e, guardando oltre, dovremmo capire se alla Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne del 25 novembre, si aggiungerà a dicembre in Italia anche una protesta contro le differenze salariali tra uomo e donna, visto che più o meno da quel giorno in poi è come se lavorassero gratis, leggere a tal proposito quanto scritto al seguente link:

http://www.ilpost.it/2016/11/07/donne-europa-lavorare-gratis-gender-pay-gap/ .

Buone giornate di lotta a tutti/e! Chi decide di non partecipare a queste scadenze provi a pensare quale contributo dare per cambiare in meglio il futuro per i più deboli, altrimenti le disuguaglianze peggioreranno e le ricchezze per pochi aumenteranno.

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